La pubblicazione di questo contenuto è stata gentilmente concessa da Thomas Schwitter, autore del libro “Piante utili in Ticino e nell’Italia alpina e prealpina” edito da SalvioniEdizioni. Cliccate qui per maggiori informazioni sul libro.
Distribuzione
Pianta nitrofila. Terreni abbandonati, cumuli di rifiuti, presso le stalle o nelle schiarite dei boschi, dalla zona collinare a quella alpina.
Descrizione
Pianta erbacea perenne, solitamente dioica e alta fino a 120 cm. Il fusto è a sezione quadrangolare, ha peli urticanti, foglie di colore verde scuro, opposte, generalmente lunghe più di 5 cm e con picciolo lungo al massimo un terzo della lamina; quest’ultima è lanceolata, grossamente dentata e con 4 stipole alla base. In alcune zone è presente anche la specie Urtica urens, che è monoica e ha foglie più piccole, di cui quelle basali hanno il dente terminale della stessa lunghezza di quelli laterali.
Uso alimentare
Le giovani piante intere, oppure le cime delle piante più vecchie, si possono raccogliere per gran parte dell’anno e utilizzare per preparare risotti, zuppe o focacce molto nutrienti. Contengono circa il 90% di acqua, il 3.7% di proteine, lo 0.6% di grassi principalmente polinsaturi e il 6.4% di fibre. Cento grammi forniscono, inoltre, circa 2 mg di ferro, 500 mg di calcio e oltre il 100% della dose giornaliera raccomandata di vitamina A. Il sapore di pesce che assumono le foglie basali delle piante in fiore quando vengono cotte ne sconsiglia l’uso. La pianta si può anche consumare fresca in insalata dopo aver eliminato i peli urticanti lavando bene le foglie in acqua corrente. Essiccata, mantiene le sue ottime proprietà mineralizzanti e può essere aggiunta alle zuppe durante tutto l’inverno. Anche le infiorescenze si possono consumare, sia crude, dopo averle lavate sotto l’acqua per eliminare i peli urticanti, sia cotte. I semi si possono aggiungere all’impasto del pane.
Uso farmaceutico
Nella medicina popolare U. dioica è consigliata come depurativo, per problemi renali o del fegato, eczemi e riniti allergiche. In fitoterapia si utilizza la foglia come adiuvante nel trattamento sintomatico di artrite, artrosi e reumatismi. La sua attività pare consista nell’inibire la formazione di leucotrieni, prostaglandine e citochine proinfiammatorie. La dose consigliata è di 3-5 g di droga in infuso fino a 3 volte al giorno, oppure preparazioni corrispondenti in forma di estratti idroalcolici, tinture o succo fresco. La pratica dell’urticazione consiste nello sfregamento di piante fresche per favorire la circolazione superficiale ed è utile in caso di dolori reumatici cronici; effettuata sin dall’epoca romana, ne è stata di recente confermata da uno studio clinico l’utilità nel ridurre il dolore da artrosi del pollice. Lo studio prevedeva l’applicazione di una foglia di Ortica oppure di Falsa Ortica (gruppo placebo) ogni giorno e per una settimana; nel gruppo trattato con l’Ortica il dolore è diminuito maggiormente rispetto a quello trattato con il placebo e in modo significativo. Ho sperimentato personalmente questa pratica per curare dolori muscolari e sono rimasto molto stupito nel constatare che, sfregando semplicemente l’Ortica sulla parte dolorante fino a procurare un’intensa urticazione della durata di circa 3-4 ore, il dolore si riduceva notevolmente o addirittura svaniva il giorno dopo. I peli urticanti contengono sostanze quali acetilcolina, istamina, serotonina e leucotrieni che, iperstimolando i recettori del dolore, riducono i livelli di sostanza P nei nervi interessati e di conseguenza la percezione del dolore e la tensione muscolare. La radice è invece indicata per l’ipertrofia prostatica benigna nella dose di 4-6 g al giorno sotto forma di infuso o di estratti idroalcolici corrispondenti. In cosmetica si usano foglie e radici per preparare estratti acquosi utili in caso di capelli grassi o alopecia.
Altro
Le foglie di Ortica sono molto ricche di clorofilla, che viene estratta e usata come colorante verde per alimenti con la sigla E140. I gambi si utilizzano per fare delle corde o produrre tessuti simili al lino. Il macerato della pianta è usato come concime e repellente per insetti. Dai semi, ricchi di acidi grassi insaturi e in particolare di acido linoleico, si può estrarre un buon olio da utilizzare nelle lampade ad olio.

